venerdì 4 dicembre 2009

Surreale


Incontro di pomeriggio.
Appuntamento ad una fermata della metropolitana.
Arriviamo entrambi in anticipo.
Come di accordo si va in un luogo al chiuso, fa freddo, ci sara' sicuramente un posto
per prendersi qualcosa e parlare.
"Come va ?" "Come stai ?" "Freddo oggi, eh ?".
Combinazioni di domande rituali.
"Ho portato il modello per la compravendita, poi lo vedi con calma ..." dice lei.
"Vabbene , lo vedro' dopo ..." rispondo.
Ci si ritrova in un centro commerciale dove eravamo stati molto, molto tempo fa.
La situazione era leggermente diversa.
Si parla di come va al lavoro, di cosa si e' fatto in estate, dei rispettivi compleanni,
del gatto, di come stanno amici in comune, di cronaca politica, di tutto ..
"Sai, ho conosciuto un po' di persone ... " dico io.
"Lo credo, ogni tanto leggo il tuo Blog ..." risponde.
Ci si siede , caffe' per me , frappe' al cioccolato per lei.
E si continua a parlare del piu' e del meno, come colleghi o vicini di casa.
Io che amo sempre guardare negli occhi chi mi sta parlando
mi scopro a distogliere spesso lo sguardo in direzioni varie.
Sul bambino che corre avanti e indietro, la coppia che sale dalle scale mobili,
il gruppo di amici che si ferma a vedere qualcosa su un maxischermo.
Davanti a me c'e' una persona con la quale ho condiviso qualcosa come 6000 giorni, piu' o meno.
Parafrasando Sinatra, ora siamo due "strangers in the afternoon".
"Sento l'avvocato e ti faccio sapere a che ora e' l'appuntamento del 16 in tribunale ..." dico io a conclusione dell' incontro.

Vado via sicuro che Buñuel ne avrebbe tratto ispirazione per un film ...

mercoledì 2 dicembre 2009

Curioso Quesito


E' una pubblicita' sulla quale sono inciampato camminando su Internet.

Recita testualmente

"Incidi per SEMPRE il tuo messaggio d'amore sulla pietra della Terrazza degli innamorati a Verona di fronte al balcone di Giulietta".

Mi chiedo se putacaso, cosi' per dire,
lo so, e' una circostanza rara che cio' avvenga,
ma ipotizziamo per assurdo che la storia d'amore che era per SEMPRE invece finisca,
che si fa ?!

Si va a Verona muniti di martello pneumatico ?!

martedì 1 dicembre 2009

Esperimento


Sono sempre stato esigente con me stesso.

Forse senza accorgermene mi sono messo continuamente alla prova.

Con esiti altalenanti, ma del resto lo so di non essere perfetto, come molti si illudono.

Negli ultimi tempi riesco a recarmi al lavoro estremamemente lucido e calmo,
io che non vedo certo il lavorare come lo scopo della mia vita.

In un ambiente che e' una Cambogia dispendo sorrisi, consigli, inviti a passare sopra alle cose.
Ogni tanto, distrattamente, come oggi, ricevo qualche complimento.
Dentro di me rido, so benissimo che e' come lo zucchero dato ai cavalli.

Mi stupisco di riuscire a tornare a casa con una tranquillita' che sfiora il disumano.

Preparo qualcosa da mangiare, mi verso un buon bianco, accendo il portatile, collego
il disco esterno pieno di video musicali e viaggio su Internet.

Quando le palpebre iniziano a chiedere pieta' mi alzo, trasloco in camera da letto,
mi spoglio al volo ed entro in un breve letargo.

L'indomani ripeto il test ...

lunedì 30 novembre 2009

Ricetta


1/3 di NeHoLePallePiene
1/3 di "E' ora che penso un po' di piu' a me"
1/3 di "Basta con le lamentele inutili"


Agitare nello shaker e versare in un bicchiere flûte.

Se il tutto e' preceduto da un bacio (anche se virtuale) il cocktail riesce meglio ...

sabato 28 novembre 2009

Pensieri


Piu' vado avanti e piu' tutto mi sembra uno scherzo ... spesso di cattivo gusto ...

La maggior parte degli uomini se viene a sapere di una conoscenza femminile
ha un' unica domanda : "E' bona ?!"

Oggi sono passato davanti un centro estetico enorme, quattro vetrate senza tende.
Dentro era pieno di donne.
Non mi sono chiesto perche' fossero li'.
Mi sono chiesto 'per chi' ...

Pubblicità su Facebook : "Conosci la donna giusta per te. Partecipa ad eventi, feste e divertenti incontri. La tua lei ti aspetta nella tua città !" ... Avessi sbagliato città ?!

venerdì 27 novembre 2009

Istruzioni


Nessun segnale.

Ho sbagliato senza dubbio a pensare di potermela cavare senza manuale.

Si dice che sia una tipica caratteristica maschile; a quanto pare troppo saccenti,
troppo presuntuosi, sempre pronti a pensare 'Cosa sara' mai di cosi' complicato ...'.

Penso di aver fatto tutto quello che rientrava nelle mie capacita', ma a quanto pare inutilmente.

Eppure avevo sentito in giro che molti si erano trovati nelle stesse difficolta'.

Tipico caso di sottovalutazione del problema.

Ed in piu' mi rendo conto che anni di analisi non servono a nulla.

Gia', ma sto parlando di informatica, quindi come potevano tornarmi utili ?

Cerco su Internet.

Qualcuno che ha avuto lo stesso problema potrebbe aver pensato di renderne pubblica la soluzione.

Dopo piu' di un' ora comincio a perdere la speranza di trovare informazioni utili.

Non puo' essere, sicuramente non sono il primo al mondo ad essermi imbattuto in qualcosa del genere.

Proprio mentre penso di desistere ... un sito in una lingua semisconosciuta
sembra riportare una possibile soluzione.

Seleziono il tutto e lo passo ad un altro sito per un tentativo di traduzione.

Non e' proprio il massimo del comprensibile, ma meglio di nulla.

A quello che propone potevo arrivarci da solo, ma pensavo non fosse sufficiente.

In effetti anche in questa nota e' scritto che non viene garantito l'esito positivo.

Ma oramai, al punto nel quale mi ritrovo, tanto vale provare ...

Mi avvicino, e dopo aver schiarito la voce scandisco bene le poche parole :

'Cosa vuoi da me ?'

Silenzio ...

Avra' capito ?!

mercoledì 25 novembre 2009

Scambio di idee


Parte finale di un colloquio tra me e mia madre.

"Vedi, oramai per cercare di capire come stanno le cose in una relazione non si
puo' pensare come si faceva un tempo. E' cambiato tutto ... o almeno sembra.
Se ne sentono di tutti i colori ..."

"A proposito, ma hai sentito cosa e' successo a Paolo Brosio ?!"

Pochi secondi, ma interminabili.

Ho dato il meglio di me stesso, senza aver mai frequentato un corso di training autogeno.

Quello che resta della mia mente in uno spazio tendente all' infinitesimale ha dovuto:

a) cercare di capire chi fosse il tipo nominato
b) evitare di sottolineare che non seguo la cronaca dei VUP (Very Useless People)
c) ricordare di aver ricevuto una educazione

ma soprattutto, una volta risolti i tre punti appena elencati

d) tradurre il "Ma chi se l' incula a Brosio ?" in "No. Se proprio non ne puoi fare a meno, dimmi ..."

martedì 24 novembre 2009

Preoccupante ?!


Da quando
qualcuna
mi ha fatto notare
una parte femminile
della personalita'
inizio a sentire
dentro di me
una voce

I gusti
non sono cambiati
ma il mio modo
di agire
ogni tanto
mi lascia
perplesso ...

sabato 21 novembre 2009

Questa sera parliamo di donne


Argomento che mi interessa da una vita.

Scottante, in tutti i sensi.

Ne scriverei volumi enciclopedici, ma il rischio di annoiare cammina insieme al rischio
di ritrovarmi senza 'pubblico' femminile, e questa eventualita' un po' mi dispiacerebbe.

Fin dalla tenera età ... no, non proprio ... fin dall' adolescenza ... no, mi sono spinto
un poì troppo in là ...

Insomma, ad un certo punto della mia vita , periodo delle elementari, ho iniziato a interagire
con il cosiddetto altro sesso.

Aiutavo una compagna di classe molto timida a scrivere quanto ci assegnava la maestra,
e ricordo che lei riusciva a parlare soltanto con me.
Poi c'era una altra bambina, Assunta, che arrossiva ogni volta che le rivolgevo la parola.
Ricordo anche che al quarto anno arrivo' una bambina bellissima, e per la prima volta
mi resi conto di come si possono ridurre gli uomini in certe circostanze, anche se allora
si trattava di uomini in divenire.

Alle medie la mia classe era sono maschile, quindi le poche gite e le rare festicciole in casa
erano le uniche occasioni per provare scombussolamenti ormonali e battiti cardiaci acceleratissimi.

Al liceo la situazione di classe mista causò i primi problemi.
Nel frattempo io avevo subito un processo di infantozzianamento, che mi rendeva spesso
incapace di prendere una qualsiasi iniziativa.
La mia compagna di banco era ancora piu' timida di me (figuriamoci ...) e di conseguenza
non diventammo mai una coppia in quanto nessuno dei due osò mai pronunciarsi in tal senso.

Finì che al terzo anno mi misi con una altra compagna di classe, o meglio, fece tutto lei.
Curioso il fatto che per i primi due anni io non l'avessi mai considerata, mentre
da parte sua (come lei stessa poi mi confessò) il sentimento preponderante nei miei confronti
era il detestarmi.
In tutto: per come vestivo, per le mie idee politiche, per come camminavo ... non le ho mai
chiesto se almeno le piaceva come respiravo, chissà ...
Ma improvvisamente lei aveva cambiato idea e si era sentita attratta.

Me lo fece capire in modo estremamente indiretto, un pomeriggio che era venuta da me a studiare.

Qualche anno dopo, finita questa storia in un modo che ha lasciato traccia per molto tempo, iniziai una storia con l' amica estiva di mia sorella.
In quel caso in precedenza c'erano state solo partite a ping-pong, qualche gioco di società e nulla di piu'.
Capii che la situazione era cambiata quando mi invitò da lei (nulla di piu' facile, abitava al piano sopra)
un giorno che la madre era momentaneamente fuori.
La madre fu molto presente negli anni a venire, soprattutto in quanto la figlia non faceva altro che
sottolineare, a parole, quanto lei fosse diversa dalla di lei genitrice.

Il terzo sigillo arrivò con una ragazza conosciuta ad una festa di capodanno, io ero single
(allora si diceva 'io stavo da solo') e lei no.
Ma a quanto pare il suo rapporto era oramai agli sgoccioli, e con una serie di sotterfugi riusci' ad
avere il mio numero di telefono e mi chiese un appuntamento serale all' uscita dal mio posto di lavoro.
L' appuntamento andò bene.
Un pò meno comincio' ad andare a partire dal secondo anno.
Non mi era mai capitato di litigare con una ragazza durante le vacanze.
Dodici anni dopo che ci eravamo lasciati, in altro modo rocambolesco, riusci' ad avere il numero
di telefono del posto dove lavoravo e mi chiamò con una naturalezza ... come se fosse passata
una settimana dall' ultima volta che ci eravamo sentiti.

Questa sera, girando in centro per librerie, ho letto un aforisma di Gesualdo Bufalino.

"Resta dubbio, dopo tanto discutere, se le donne preferiscono essere prese, comprese o sorprese".

Scusami se ti do del tu, ma come ti capisco ...