
"Vuoi iniziare tu ?"
"A dire la verita', se non altro per cavalleria, dovrei darti la precedenza ,,,"
"Cavalleria ? Non e' un concetto sorpassato da tempo ?!"
"D'accordo, cosa vuoi che ti racconti ?"
"Mah, sono passati cosi' tanti anni ... Procedi come sai fare, argomenti a piacere ..."
E ride.
"Sembra di essere tornati a scuola con il tema libero"
"Si ma tu non tergiversare, ne avrai di cose da raccontarmi, no ?!"
Certo che ne ho, eccome. Solo che veramente non so da dove cominciare,
ma non mi va di confessartelo, tanto sicuramente lo sai, lo senti ...
"Posso parlarti tramite ricordi, senza seguire per forza un ordine temporale, che ne dici ?"
"Fai come vuoi, non ha importanza. Non devi dirmi l'anno per ogni episodio, non sono cosi' fiscale ..."
Dai, su, non aver paura, puoi anche dirlo che in questo non siamo uguali.
Anche se io ho smesso da tempo di essere cosi' preciso nelle cose ...
"Una volta ho conosciuto una ragazza tramite un annuncio che avevo messo per trovare una casa in affitto.
Lei rispose che non aveva appartamenti da propormi, e comunque era rimasta colpita per come lo avevo scritto.
Mi chiamo' e restammo al telefono per 9 ore di seguito.
Qualche giorno dopo ci siamo incontrati. Sai, ora potrebbe risultare una storia nornale, ma allora non era proprio cosi' ..."
"Si, vabbene, ma poi ?"
"Poi ci siano frequentati per qualche mese, lei usciva da una storia travagliata.
Beh, non e' che io mi trovassi in acque migliori ... "
"Come ... Ti do un argomento a piacere ed inizi con qualcosa di simil-tragico ?!"
"No, scusa, passo a qualcosa di piu' leggero ..."
"Ah, ci mancherebbe altro ..."
"Anni fa un conoscente che aveva un ristorante in Liguria mi mando' un invito per una degustazione particolare.
Un suo amico aveva messo su una societa' per produrre olio e vino bianco.
Era primavera ed aveva organizzato una serata 'a numero chiuso'.
Durante la cena il produttore passava per i tavoli e versava vermentino o pigato.
Non so di preciso quanto avro' bevuto, ma ho insistito per guidare io al ritorno.
E non ho mai capito come sia riuscito a fare circa 15 chilometri di strada stretta e piena di curve
per tornare in albergo .."
"Non avevo dubbi che mi avresti raccontato qualche tua follia ..."
E ride di nuovo, questa volta in un modo che sfiora il sarcasmo.
Ma non me la prendo, in fondo ha ragione ...
E continuo a parlare, di episodi, di viaggi, di pasticcerie piene di cioccolato,
di terme non sulfuree, di alberghi sperduti, di varie automobili,
di risate ...
"Sai, ero in compagnia, non ho bisogno di dirti chi fosse, e siamo capitati in una sorta di villaggio turistico.
Era sera tardi, per non andare troppo lontani avevamo scelto di cenare nel ristorante interno.
Entrammo, e quasi come fossero li' ad attenderci c'erano due uomini ed una donna.
I primi in completo nero, giacca e cravatta, come camerieri di rango.
Era inverno, stavo per dare loro il cappotto ma non riuscivo a spiegarmi la presenza femminile.
Quindi rinunciai, per poi scoprire che nella stanza accanto c'era una riunione di un club esclusivo,
e che uno dei due 'pinguini' ne era il presidente ..."
Questa volta almeno si ride insieme.
"Mi parli sempre di tutto, ma non accenni mai nulla su ..."
Avvicino l'indice alle sue labbra per impedirle di proseguire.
"Sono stanco di parlare, non potresti dirmi qualcosa di te ?"
"Qualcosa di me ?! Ma tu sai tutto di me ! Fin da quando non ci siamo
mai incontrati ..."
Chiudo gli occhi per non vederla andare via.
Quando li riapro lei e' scomparsa, insieme al suo fascino.
"Stravaganti questi monologhi, non e' vero dottoressa ?!"
Evita di rispondermi, come sempre ... o quasi.
Mi informa soltanto che fuori nevica.
Si avvicina e mi offre le solite compresse arancioni.
Apro piano la bocca, come per ricevere un bacio ...