Una enorme "I" ( Informazioni ? Incognite ? Incomprensioni ? ) perennemente illuminata campeggia sul grattacielo che avra' come minimo 300 piani.
Un uomo di eta' indefinita entra nell' edificio portando con se un semplice pezzetto di carta.
Il numero di fila , sportello ed ascensore subsonico vengono immessi in tempo reale nel suo UIC impiantato sotto pelle nel braccio sinistro.
Una folla variopinta riempie pressoche' ogni piano in poco tempo.
Molti portano con se supporti magnetici, altri nient' altro che la loro presenza.
Arrivato il suo turno l'uomo si avvicina alla ragazza receptionist e le porge il foglietto.
Passa giusto il tempo che lo scanner decodifichi quanto scritto.
La ragazza, senza distogliere lo sguardo dallo schermo, chiede con tono infastidito
"E' venuto fin qui per presentarmi un tipo arcaico di dichiarazione sentimentale ?"
"Ah", risponde l'uomo con tono neutro, "e' di questo che si tratta ..."
La ragazza sta per passare al richiedente successivo ma l'uomo la interrompe in tempo chiedendole
"Non avrebbe un indirizzo dove poter ottenere maggiori delucidazioni ?"
Di fronte ad una richiesta cosi' demode' la ragazza alza lo sguardo per una curiosita' irreale di vedere chi ha di fronte.
Incontra lo sguardo di un uomo assente e quasi sottovoce gli suggerisce una via ed un numero.
L'uomo memorizza e con calma esce dall' edificio.
Al posto segnalato c'e' un portoncino senza alcuna insegna ne' fessura elettronica.
Alla sinistra un bottone, un tempo chiamato campanello.
L'uomo spinge il bottone e dopo un tempo interminabile si apre l'ingresso ad un locale semibuio.
All' interno solo scaffali, stracolmi di contenitori cartacei, apparentemente lasciati soli.
Ma una voce flebile, quasi spettrale, proveniente dal lato opposto denota almeno una presenza umana.
L'uomo avanza con una certa difficolta' verso la fonte di quel suono.
Appartiene ad una signora, ne riconosce il tono femminile, rimasto chiaro nonostante i non pochi decenni passati.
L'uomo accenna un saluto e porge alla signora il foglietto.
La signora con l'aiuto di una luce proveniente da uno degli scaffali ne legge le 3 lettere scritte in grassetto.
E sorride, come si puo' sorridere quando qualcosa ci rimanda indietro nel tempo e scatena una sensazione piacevole quanto dimenticata.
E senza dire nulla, ma dando l'impressione che molto ci sarebbe da dire, porge all' uomo un libricino dopo averne tolto la polvere dalla copertina.
L'uomo ringrazia, e dopo un accenno di inchino esce dal locale.
Cerca un posto tranquillo dove potersi sedere, apre il regalo della signora ed inizia a leggere.
E sorride, come si puo' sorridere quando le parole ci fanno tornare giovani.