giovedì 30 luglio 2009

Incipits



Mi sono permesso di auto-citarmi ...

Heinrich Boll, Opinioni di un clown

"Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere le scale della stazione, risalire altre scale, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, consegnare il biglietto, dirigersi verso l'edicola dei giornali, comperare le edizioni della sera, uscire, far cenno a un tassì."

Albert Camus, Lo straniero


"Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti." Questo non dice nulla: è stato forse ieri."

George Orwell, 1984

"Era una fresca e limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una."

J.P. Manchette, Posizione di tiro

“Era inverno e scendeva la notte. UN vento gelido, che proveniva direttamente dall’Artico, soffiava sul mare d’Irlanda, spazzava Liverpool, sibilava attraverso la pianura di Cheshire (dove i gatti reclinavano le orecchie per il freddo, quando lo sentivano sbuffare nel camino) e, infilandosi attraverso il vetro abbassato, andava a colpire gi occhi dell’uomo seduto nel furgone Bedford. L’uomo non batteva ciglio.”

L. Sepulveda , Diario di un killer sentimentale

"La giornata iniziò male, e benché io non sia un tipo superstizioso credo che in giorni del genere la cosa migliore sia non accetare incarichi, anche se la ricompensa ha sei zeri sulla destra ed è esentasse.
La giornata iniziò male, e tardi, perché atterrai a Madrid alle sei e trenta, faceva molto caldo e durante il tragitto fino all'hotel Palace dovetti sorbirmi uno sproloquio del tassista sullla coppa europea di calcio. Mi venne voglia di puntargli la canna di una quarantacinque alla nuca per fargli chiudere il becco, ma non avevo attrezzi con me, e poi un professionista non se la prende mai con un cretino, nemmeno se è un tassista."

Lupo Ironico, Cuore di Ghiaccio

"La macchina percorre il breve tratto che dall' entrata principale conduce verso il parcheggio.
Alla fine della manovra ne scende un uomo di mezz' eta', proveniente da un paese estero.
La seconda meta' della sua vita e' passata ad apprendere e a soffrire.
Il culmine lo ha raggiunto apprendendo varie forme di sofferenza."

5 commenti:

Neve ha detto...

L'ultima è la più sentita...

A. ha detto...

Scrittore, mi fai venire in mente un altro autore che amo molto.
J. Fante. "Chiedi alla polvere".
"...e la biblioteca con i grossi nomi degli scaffali, il vecchio Dreiser, il vecchio Mencken, tutta la banda riunita che andavo a riverire. Salve Dreiser, ehi Mencken, ciao a tutti, c'è un posto anche per me nel settore della B, B come Baldini, stringetevi un po', fate posto ad Arturo Bandini. Mi sedevo al tavolo e guardavo verso il punto in cui avrebbero messo il mio libro, proprio lì, vicino ad Arnold Bennett; niente di speciale quell'Arnold Bennett, ma ci sarei stato io a tenere alto l'onore delle B, io, il vecchio Arturo Bandini, uno della banda."

ma non mi viene in mente perchè credo che tu sia presuntuoso o altro...solo perchè nella mia mente esiste una biblioteca personale, coi "grandi nomi sugli scaffali".

Ironic Wolf ha detto...

Neve e A., non so chi delle due sia la piu' esagerata ... :-)

Grazie, comunque ... e davvero ...

Neve ha detto...

Spero di avere presto, nella mia libreria di Anobii, un romanzo di P. Correnti.
Mi hai promesso la prima copia... e la voglio pure autografata!! SUL MIO COMODINO! :)

A. ha detto...

mah...esagerata....va beh.
parliamo di cose serie che è meglio.
arrivando sempre dopo, mi dovrò accontentare della seconda..o terza copia...o comunque sia...di una copia eh? mi raccomando.